Lordo e netto nella prestazione occasionale: spiegazione facile

Lordo e netto nella prestazione occasionale: spiegazione facile

Il lordo e il netto nella prestazione occasionale creano spesso confusione. La differenza è semplice: il lordo è quanto il cliente si impegna a pagarti, il netto è quello che effettivamente ti arriva sul conto. In mezzo ci sono la ritenuta d’acconto e, in alcuni casi, i contributi INPS.

Capire questa distinzione ti evita brutte sorprese e ti permette di fare preventivi corretti fin dall’inizio.


Cos’è il compenso lordo nella prestazione occasionale

Il compenso lordo è l’importo che accordi con il cliente per la tua prestazione. È la cifra di riferimento su cui si calcolano tutte le trattenute. Se dici a un cliente “ti faccio questa consulenza per 1.000 euro”, stai parlando di lordo.

Dal lordo si calcola la ritenuta d’acconto del 20%, prevista dall’art. 25 del DPR 600/1973. Questa somma non sparisce: il cliente la versa all’Agenzia delle Entrate in tuo nome come acconto sulle imposte che dovrai pagare a fine anno con il 730 o il Modello Redditi.

Esempio pratico con compenso lordo di 1.000 euro

Voce Importo
Compenso lordo 1.000,00 €
Ritenuta d’acconto (20%) – 200,00 €
Netto ricevuto 800,00 €

Cos’è il netto e come si calcola

Il netto è la somma che il cliente ti accredita effettivamente. Si ottiene sottraendo la ritenuta d’acconto dal lordo. Nel caso di 1.000 euro lordi, ricevi 800 euro netti.

Attenzione: la ritenuta d’acconto si applica solo se il committente è un soggetto che opera in regime d’impresa (aziende, professionisti con partita IVA, enti). Se ti paga un privato cittadino, la ritenuta non viene trattenuta e ricevi l’intero importo lordo, ma sei tu a dover dichiarare il reddito correttamente.


Il ruolo della marca da bollo nel calcolo lordo netto

Quando il compenso lordo supera 77,47 euro, la ricevuta deve riportare una marca da bollo da 2,00 euro. Tecnicamente è a carico del prestatore, ma nella pratica spesso viene aggiunta al totale da incassare o rimborsata dal cliente.

La marca da bollo non incide sul calcolo della ritenuta d’acconto: la ritenuta si calcola sempre sul compenso lordo, senza aggiungere il valore della marca.


Quando entra in gioco la gestione separata INPS

La situazione si complica se i tuoi compensi annui da lavoro autonomo occasionale superano 5.000 euro lordi. Oltre quella soglia, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi previdenziali.

Nel 2025 l’aliquota per chi non ha altra copertura previdenziale è del 26,07% sul reddito imponibile. Questa quota si divide tra committente (due terzi) e prestatore (un terzo). In pratica, il cliente trattiene anche la quota INPS a tuo carico e la versa direttamente all’istituto.

\h3>Esempio con INPS su 1.000 euro lordi

Voce Importo
Compenso lordo 1.000,00 €
Ritenuta d’acconto (20%) – 200,00 €
Quota INPS a carico prestatore (1/3 del 26,07%) – 86,90 €
Netto ricevuto 713,10 €

Come vedi, il netto effettivo si abbassa sensibilmente. Ecco perché è fondamentale conoscere questi meccanismi prima di concordare il compenso con il cliente.


Lordo o netto: come fare il preventivo corretto

Il consiglio pratico è sempre quello di ragionare in lordo quando fai un preventivo. Stabilisci prima quanto vuoi guadagnare netto, poi calcola a ritroso l’importo lordo da indicare in ricevuta.

Se vuoi ricevere 800 euro netti (senza INPS), il lordo da indicare è 1.000 euro. Se invece sei sopra soglia INPS e vuoi 713 euro netti, il lordo rimane 1.000 euro. Comunicare al cliente solo il netto crea equivoci sulla cifra da inserire in ricevuta.

Indica sempre il compenso lordo nella ricevuta: è quello che viene riportato come corrispettivo della prestazione, prima di qualsiasi trattenuta.


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FAQ su lordo e netto nella prestazione occasionale

Qual è la differenza tra lordo e netto in una ricevuta occasionale?

Il lordo è il compenso totale concordato con il cliente e riportato in ricevuta. Il netto è la somma che ricevi effettivamente, dopo che il cliente ha sottratto la ritenuta d’acconto del 20% (e la quota INPS a tuo carico, se superata la soglia dei 5.000 euro annui).

La ritenuta d’acconto si calcola sul lordo o sul netto?

Sempre sul lordo. La ritenuta d’acconto del 20% si applica al compenso lordo indicato nella ricevuta, come stabilito dall’art. 25 del DPR 600/1973. Non si calcola sulla cifra già decurtata di altri importi.

Se concordo 500 euro con il cliente, quanto mi arriva sul conto?

Se si tratta di un compenso lordo di 500 euro e non hai superato i 5.000 euro di soglia INPS, il cliente ti accredita 400 euro netti (500 – 100 di ritenuta d’acconto). I 100 euro li versa all’Erario come acconto sulle tue imposte.

Cosa succede se il cliente è un privato e non trattiene la ritenuta?

Se il committente è un privato cittadino, non ha l’obbligo di operare la ritenuta d’acconto e ti paga l’intero importo lordo. Sei comunque obbligato a dichiarare quel reddito nella tua dichiarazione dei redditi annuale.

La marca da bollo da 2 euro si sottrae dal netto?

La marca da bollo è tecnicamente a carico del prestatore, ma non entra nel calcolo della ritenuta d’acconto. Nella pratica molti professionisti aggiungono i 2 euro al compenso pattuito o si accordano con il cliente per il rimborso, senza che questo modifichi il calcolo del lordo e del netto.