Prestazione occasionale per ripetizioni private

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Prestazione occasionale ripetizioni: tutto quello che devi sapere per essere in regola

Se dai ripetizioni private senza partita IVA, devi emettere una ricevuta di prestazione occasionale ogni volta che ricevi un compenso. È un obbligo fiscale che vale anche per studenti universitari, insegnanti già dipendenti e chiunque faccia lezioni private come attività secondaria. Ecco come funziona, quanto si paga di tasse e come non sbagliare.

Quando le ripetizioni rientrano nella prestazione occasionale

\p>La prestazione occasionale è regolata dall’art. 2222 del Codice Civile. Si applica quando l’attività è svolta in modo non continuativo, senza organizzazione di impresa e senza partita IVA. Per le ripetizioni private, questo significa che puoi lavorare così finché l’attività resta episodica e non diventa la tua fonte principale di reddito.

Il limite fondamentale è 5.000 euro lordi l’anno per singolo committente (soglia INPS). Se superi questa cifra con lo stesso cliente, scattano obblighi previdenziali aggiuntivi. Se invece superi i 5.000 euro complessivi sommando tutti i tuoi clienti, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Attenzione: non esiste un limite di reddito annuo oltre il quale scatta automaticamente l’obbligo di aprire la partita IVA per le ripetizioni. Ma se l’attività diventa abituale e continuativa, il Fisco potrebbe contestarti che non si tratta più di lavoro occasionale.

Come si calcola la ricevuta per le ripetizioni private

La ricevuta di prestazione occasionale per ripetizioni ha una struttura precisa. Vediamo un esempio concreto con un compenso lordo di 200 euro:

Voce Calcolo Importo
Compenso lordo 200,00 €
Ritenuta d’acconto (20%) 200 × 20% – 40,00 €
Marca da bollo se lordo > 77,47 € – 2,00 €
Netto ricevuto 200 – 40 – 2 158,00 €

La ritenuta d’acconto: chi la paga davvero?

La ritenuta d’acconto del 20% è trattenuta dal cliente (il committente) e versata all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo. Tu ricevi già il netto, ma quella somma è un acconto sulle tue tasse: la recuperi in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o PF).

Problema comune: molti genitori che pagano ripetizioni private sono privati cittadini, non aziende o professionisti. Se il tuo cliente è un privato, non è obbligato ad applicare la ritenuta. In quel caso incassi il lordo completo, ma dovrai dichiarare tutto nel 730 e pagare le tasse in autonomia.

La marca da bollo sulle ricevute per ripetizioni

La marca da bollo da 2,00 euro è obbligatoria quando il compenso supera i 77,47 euro. Vale per ogni singola ricevuta, non per il totale annuo. Se emetti una ricevuta da 50 euro, non serve. Se emetti una ricevuta da 100 euro, la marca da bollo è obbligatoria.

Chi la paga? Di solito è a carico del cliente, quindi va aggiunta al totale oppure indicata come voce separata nella ricevuta.

Contributi INPS per le ripetizioni occasionali

Qui molti si perdono. I contributi INPS scattano solo se superi i 5.000 euro lordi complessivi nell’anno solare, sommando tutti i committenti. Sotto questa soglia, sei esonerato dalla contribuzione previdenziale.

Se superi i 5.000 euro, l’aliquota INPS per il 2025 è del 33,72% sulla quota eccedente (per chi non ha altra copertura previdenziale). Di questi, il 2/3 sono a carico del committente e 1/3 a carico tuo. Questo va indicato nella ricevuta come maggiorazione del compenso.

Ripetizioni e dichiarazione dei redditi

I compensi da ripetizioni private vanno dichiarati come redditi diversi nel modello 730 o nel modello Redditi PF, nel quadro D (rigo D5). Non si deducono i costi sostenuti per svolgerle (libri, materiale didattico): la tassazione è sul compenso lordo.

L’aliquota IRPEF dipende dal tuo scaglione di reddito complessivo. Per il 2025:

  • Fino a 28.000 €: aliquota 23%
  • Da 28.001 a 50.000 €: aliquota 35%
  • Oltre 50.000 €: aliquota 43%

Se hai già subìto la ritenuta del 20%, quella somma si detrae dall’IRPEF dovuta a saldo. Potresti avere un rimborso o un importo aggiuntivo da versare, a seconda del tuo reddito totale.

Studente universitario che dà ripetizioni: regole specifiche

Uno studente universitario senza altri redditi che guadagna 3.000 euro con ripetizioni paga IRPEF al 23%, quindi 690 euro. Se ha già subìto ritenute per 600 euro, dovrà versare solo 90 euro in più. Sotto i 8.174 euro di reddito complessivo, scatta la no tax area e non si paga IRPEF.

Importante: guadagnare oltre una certa soglia potrebbe influire sullo stato di figlio a carico (limite 2.840,51 euro, o 4.000 euro under 24). Verifica sempre prima di accettare troppi incarichi.


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Domande frequenti sulla prestazione occasionale per ripetizioni

Devo emettere ricevuta anche se il genitore mi paga in contanti?

Sì, l’obbligo di ricevuta non dipende dalla modalità di pagamento ma dal fatto che stai percependo un compenso per un’attività lavorativa. Anche per i pagamenti in contanti devi emettere la ricevuta di prestazione occasionale e dichiarare il reddito nel 730.

Posso dare ripetizioni con la prestazione occasionale se sono già insegnante dipendente?

Sì, ma devi verificare il contratto collettivo (CCNL) e il regolamento della scuola in cui lavori: alcune amministrazioni richiedono un’autorizzazione preventiva per le attività extra. Dal punto di vista fiscale, i compensi si sommano al reddito da lavoro dipendente nel 730.

Cosa succede se supero i 5.000 euro di ripetizioni in un anno?

Superate le prime 5.000 euro lordi annui complessivi, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi sulla parte eccedente. Devi comunicarlo al committente perché dovrà trattenere e versare la quota a suo carico (circa 22,48% del compenso).

Il genitore che mi paga come privato deve fare qualcosa?

No, il genitore privato non ha obblighi fiscali nei tuoi confronti: non deve applicare ritenute né versare contributi. Sei tu che incassi il lordo e devi dichiarare tutto in autonomia nel modello 730, pagando l’IRPEF a saldo con la dichiarazione annuale.

Quante ricevute posso emettere per le ripetizioni senza rischiare che il Fisco contesti la natura occasionale?

La legge non fissa un numero massimo di ricevute, ma guarda alla sostanza: se le ripetizioni sono la tua attività principale, continuativa e organizzata, il Fisco può riqualificarla come attività abituale con obbligo di partita IVA. Se svolgi ripetizioni saltuariamente ad alcuni studenti, non hai nulla da temere.